COLOPROCTOLOGIA

PROCTOLOGIA

Dr. Gaetano Tessera

  • Diagnosi delle malattie del colon-retto-ano
  • Terapia medico-chirurgica delle patologie del colon-retto sia di tipo organico (malattia diverticolare, neoplasie, ecc.) che funzionale (defecazione ostruita, rettocele, enterocele, prolassi, ecc.), con chirurgia tradizionale e laparoscopica.
  • Diagnosi e terapia della patologia anale (emorroidi, ragadi, fistole, incontinenza, condilomi, ecc.), anche con tecnologia avanzata. 
  • Legature elastiche ambulatoriali delle emorroidi.

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LA PROCTOLOGIA

Antica specialità della chirurgia generale, la proctologia ha progressivamente ampliato il suo campo di azione dall’ano e perineo (emorroidi, ascessi e fistole ) al colon retto comprendendo patologie flogistiche, neoplastiche , funzionali (stipsi).

Metodiche diagnostiche endoscopiche (anoscopia e rettoscopia, colonscopia), radiologiche (TAC, Risonanza Magnetica, defecografia), ed ecografiche (ecografia endoanale, transperineale, transrettale) hanno permesso di estendere l’attenzione alla pelvi e perineo in collaborazione con il ginecologo ed urologo per meglio comprendere e trattare la fisiopatologia dei prolassi (rettorettali e rettoanali e del rettocele) causa della sindrome da defecazione ostruita o, all’opposto, dell’incontinenza alle feci ed urine.

Il proctologo gestisce e coordina la diagnosi e terapia di molteplici problemi ano rettali e colorettali: per questo le conoscenze mediche si integrano con la scienza chirurgica e spaziano dalla infettivologia alla dermatologia, dall’oncologia alla genetica sempre avvalendosi della collaborazione di colleghi di altre specialità come radioterapisti, riabilitatori, nutrizionisti, psicologi, enterostomisti oltre che del gastroenterologo, urologo e ginecologo.


SAPEVATE CHE

Le emorroidi sono uno dei disturbi più comuni

  • Più della metà della popolazione presenta patologia emorroidaria, di solito dopo i 30 anni. 
  • Milioni di Europei attualmente soffrono di patologia emorroidaria
  • In media si soffre in silenzio per lunghi periodi prima di richiedere l’aiuto del medico
  • Metodi attuali di trattamento permettono la rimozione di alcune forme di patologia emorroidaria in modo molto meno doloroso di un tempo.
  • Il grado di prolasso della mucosa rettoanale e del reticolo vascolare emorroidario permette di utilizzare metodi di terapia ambulatoriali quali lasclerosi e la legatura elastica per stadi non avanzati.
  • La disposizione del prolasso (circonferenziale o assimmetrico, occulto od esterno) suggerisce l’impiego di suturatrici circolari o curve per la rimozione dello stesso.
  • Solo quando la componente muco vascolare e’ costantemente esterna al margine anale, si impone la sua rimozione : le 3 ferite nel canale anale guariranno nelle 2 - 4 settimane successive.
  • Sanguinamento durante e dopo la defecazione associato a dolore persistente è spesso dovuto alla presenza di una ragade anale
  • Condizione anch’essa frequente, spesso induce il paziente a differire la defecazione per evitare il dolore. 
  • Si tratta di un taglio lineare nella cute degli ultimi due centimetri del canale anale (anoderma) che riveste lo sfintere interno costituito da muscolatura liscia: la contrazione tetanica di questo muscolo irritato dal contatto con le feci, provoca il dolore, variabile per intensità e durata in accordo alla profondità e dalla cronicizzazione della ragade.
  • Il trattamento di questa condizione prevede un periodo di terapia medica al fine di modificare la consistenza delle feci, rilassare le fibre muscolari meccanicamente o farmacologicamente, ridurre la flogosi locale trattando il dolore.
  • Ciò e’ particolarmente indicato in giovani donne che prevedano parti naturali; nel giovane adulto di sesso maschile e’ indicato l’ intervento chirurgico per risolvere rapidamente la sintomatologia dolorosa spesso inveterata.
  • Dolore anale e perianale associato a malessere generale, febbre e brividi con senso di tensione o presenza di tumefazione cutanea al margine anale suggeriscono un ascesso anale
  • L’ascesso anale è una cavità contenente pus in prossimità del margine anale o intorno al canale anale : a volte il pus può localizzarsi più in alto, vicino al retto.
  • La fistola anale è il risultato di un ascesso precedente: le ghiandole anali a sede intersfinterica possono infettarsi e produrre un ascesso : il tunnel costituitosi tra lo sbocco anale della ghiandola e la cute ove l’ascesso si drena o viene drenato dal chirurgo, costituisce la fistola .
  • Questa può essere semplice o complessa e vieneclassificata in base al decorso rispetto ai muscoli sfinteri (interno ed esterno):
    • intersfinteriche
    • transfinteriche
    • sovrasfinteriche
    • extrasfinteriche
  • L’ecografia endoanale aiuta nella corretta diagnosi, l’esperienza del chirurgo è determinante per un corretto trattamento.

Che cos’è l’ecografia transanorettale a 360°?

L’ecografia transanale è una metodica diagnostica eseguita utilizzando una sonda lunga e sottile inserita dall’ano fino a percorrere tutto il retto (circa 13-15 cm) ed in grado di emettere onde acustiche di diversa frequenza. Attraverso l’esame è possibile registrare immagini delle strutture anatomiche dell’ano e del retto attorniati dalle fasce muscolari e legamentose che li sorreggono. Così come si è in grado di osservare vagina, utero o prostata e ricostruire spazialmente l’anatomia del paziente e le eventuali lesioni.

A volte si confonde l’ecografia transanorettale a 360° con altre ecografie transrettali, come ad esempio quella eseguita dagli specialisti ginecologi o urologi, che però utilizzano sonde che non permettono di vedere in profondità ed a 360° le strutture annesse

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Direttore sanitario: 

Dr.ssa Silvia Mombelli

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